martedì 9 dicembre 2008

Il mio nuovo blog: AFFINITA' ESPRESSIVE

Nuovi posto su AFFINITA' ESPRESSIVE, il nuovo blog di Niki

lunedì 1 settembre 2008

Parole sull'arte


"Oggi, più di una volta, è difficile. Per gli artisti è dura. Gli tocca fare la vita dei calciatori: se non entri subito nella scuderia giusta, dopo 5 anni sei già fuori, in panchina"
dichiara Lea Vergine a Barbara Casavecchia in un'intervista pubblicata oggi da La Repubblica, in occasione
della presentazione di Parole sull'arte, 1965 - 2007, un libro che raccoglie i più importanti articoli scritti in quarant'anni di carriera come critica d'arte, un libro denso di spunti di riflessione tutt'ora validi.

venerdì 8 agosto 2008

nikisketchbook

La guida artistica

La guida artistica ha un ruolo delicato, è una figura che accompagna senza forzare, una figura che non sa e non dice cosa fare, non ha la verità ma aiuta il cliente a trovare la propria. Pur conoscendo molti aspetti del processo creativo e molti modi per superare gli ostacoli più comuni non somministra soluzioni preconfezionate, non conosce la direzione del percorso del singolo allievo ma, accompagnandolo e sostenendolo nella ricerca, lo aiuta a trovarla in sé stesso.
Per fare questo la guida artistica deve mettere a tacere il proprio modo di concepire il mondo, deve sospenderlo, deve saper osservare, leggere i segni, sintonizzarsi, ascoltare. Non offre certezze ma pone domande al fine di suscitare nel cliente l’abitudine a cercare dentro di sé le risposte. In questo modo può aiutarlo a trovare la propria espressione individuale, il proprio metodo.

Il counseling per l'arte

Il counselor artistico considera l’arte una via di conoscenza, una strada maestra verso sé stessi, una pratica esplorativa non verbale per sé e per il cliente. Il suo lavoro si basa sui principi del counseling, su competenze di tipo artistico e sulla conoscenza dei comportamenti psicologici più comuni collegati alla creatività e all’arte.
Il counselor artistico ha il compito di aiutare il cliente a trovare la propria espressione individuale, il proprio metodo, grazie alla scoperta dei limiti della propria soggettività e, nello stesso tempo, alla scoperta dei punti di forza della propria unicità. L'attività artistica permette di entrare in contatto con sé stessi e di confrontarsi con ciò che si è, con le qualità che caratterizzano ogni individuo. L’art counselor è dotato degli strumenti necessari per accompagnare il cliente lungo tutto il percorso.

Trovare sé stessi attraverso la creatività

Ogni persona, ogni artista ha qualcosa che lui solo può esprimere in un certo particolare modo, qualcosa che nessun altro può dire come lui, qualcosa che si manifesta e si rende leggibile attraverso la pratica e che, opera dopo opera, può divenire sempre più esplicito e inconfondibile. La strada della creatività porta a trovare sé stessi, il proprio segno, il proprio stile, a riconoscerlo e a svilupparlo. Modalità espressive personali necessitano - per manifestarsi - di un lavoro di scavo, di ripulitura, di ritrovamento. E’ difficile all’inizio riconoscere le qualità e il valore di quello che facciamo. L’espressione personale è qualcosa di conosciuto ed estraneo nello stesso tempo, ci è familiare e ci sorprende per la novità che rappresenta, ci sfugge. Ha caratteristiche nuove e non immediatamente collocabili che in genere non sappiamo apprezzare, non somigliano al nostro ideale. Per sfuggire all’incertezza facciamo riferimento a modelli esterni, cerchiamo di imitare altri artisti, prendiamo a prestito le loro opere.
L’imitazione è un atteggiamento fondamentale dell’esistenza, il bambino impara imitando, l’allievo imita il maestro, studia i capolavori dei grandi artisti, prova a sperimentare le loro tecniche, assimila. Non è un essere isolato nel tempo e nello spazio ma conosce il proprio punto di partenza, è consapevole di tutto il patrimonio di lavoro lasciato da chi è venuto prima di lui. A un certo punto, però, se non si libera dell’abitudine all’imitazione resta intrappolato in stilemi ripetitivi e inespressivi e si allontana da sé. E’ indispensabile saper imitare, comprendere fino in fondo, metabolizzare il lavoro di altri per poi staccarsi e sperimentare liberamente, inventare, rischiare.

L’arte ha molto a che fare con il disimparare

“L’arte ha molto a che fare con il disimparare, con la grande difficoltà della mente umana a uscire dal seminato, ovvero a agire contro se stessa per istituire discontinuità. A quali condizioni la mente umana accede a un breakdown creativo, quanta difficoltà incontra ad agire contro se stessa per riuscire a mettere in discussione l’ordine, essendo prevalentemente vocata a costruire ordine e a mantenere ordine e a preservare ordine …” Ugo Morelli